Il politico alto (moralmente) e mobile

Vergato da addì 15 dicembre 2007

4 novembre. Nel pieno del MMT, tra un cambio di trolley e un backup degli ultimi dati prima del fatidico lunedì.

Scivolo frenetico tra le stanze, gli armadi, e il sottofondo televisivo.

Poi, ovattato dai doppi vetri che proteggono la casa dalle esalazioni del mondo esterno, un suono si modula e cattura la mia attenzione. La voce ribollente e ribelle, ancora dopo tutti questi anni indomita, di M., "il migliore di tutti noi".

Nella piazza del paese, teneva una delle sue appassionate concioni. Spoglio di retorica. Diretto, semplice, vero. Gli accenti sani e rotti dall’emozione che sa vivere chi ha passato un po’ di inferni e nonostante le bruciature ha preso da ognuno la voglia di oltrepassarli, anziché rannicchiarsi e vedersi morire in uno specchio rotto.

Devo dire che non ricordo bene di cosa parlasse. Avrei voluto scendere e correre sotto il palco, che immaginavo non circondato da folle oceaniche, per attendere la fine dell’intervento e abbracciarlo.

Non l’ho fatto perché non sarei stato capace di trattenere qualche lacrima.

Destino cane e beffardo; nella sera in cui mi apprestavo a lasciare il natìo borgo selvaggio, ecco che mi presentava la parte migliore di quella terra matrigna.

Strana storia, quella del sodalizio con M.
Storie più diverse non avrei potuto immaginare si incrociassero, almeno fin quando non ho conosciuto il vecchio pazzo plmplm 😉

Solo pochi sprazzi della storia di M. è però concesso qui di riportare. Il resto rimarrà per sempre gelosamente chiuso in me.

"Popolo ‘e mmerda, armatevi!".

Questa non è la prima frase che ho sentito pronunciare da M., certamente però è la più significativa, e può servire per dare a chi non ha la fortuna di conoscere questo eccezionale esemplare di homo politicus, l’idea della statura etica e rivoluzionaria, già a vent’anni, di uno che, pur nella melma della società napoletana di oggi, è riuscito a conservare intatta la sua rettitudine, e la purezza d’intenti.

M. era pura energia, ai tempi del Movimento del 1994, quando l’ho conosciuto e ho imparato ad apprezzarne la inesausta voglia di apprendere. Al di fuori degli schemi. E al di fuori dell’accademia, quando capì di non essere abbastanza domo per sottostare alla gabbia universitaria.

M. è, ora come allora, un istintivo. Vive ed ha vissuto nella carne, oltre che nello spirito, le cose di cui parla. Ed è per questo che nei suoi occhi, nella sua voce roca, nei suoi gesti a volte esagerati non vedi altro, non senti altro che quella verità che non possono esprimere i concetti e le architravi sintattiche ed istrioniche dei trombonici retori, e dei navigati attori da avanspettacolo che popolano l’agone politico odierno.

[02-12-2007 20.30 – Gauguin Café di v. del Moro, sotto l’effetto di uno Spritz – per tacer del Negroni ingollato mezz’ora prima al Friends di p.zza Trilussa – ricopiato da journal de bord]

Qualcosa sull'Autore

"Quello che sono è affar mio"

Commenti

4 Commenti, Invero, a “Il politico alto (moralmente) e mobile”

  1. aeriko ha detto:

    Ci diamo dentro con l’alcool?

  2. ppork ha detto:

    moderatamente, aeriko, moderatamente… ;->

  3. aeriko ha detto:

    e non va bene così o ci dai dentro o non ci dai proprio!

  4. plmplm ha detto:

    ma lui vorrebbe… sono i barman romani che non spacciano l’invisible…

    ghghghghgh

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