Il Diplomatico Rockerillo

Vergato da addì 8 dicembre 2007

È già un mese, trascorso, anche pericolosamente, sul filo del bus (e del desiato tram numero 8), che ogni mattina, quando attraverso il ponte Garibaldi e getto lo sguardo all’Isola Tiberina alla mia destra, mi sovviene del breve pellegrinaggio compiuto con V. (allora fresco vincitore del concorso alla Farnesina) sui luoghi di "Febbre da cavallo".

Ora, le poche notizie che ho del Diplomatico con il pizzetto alla Rockerilla, sono traverse e di seconda mano. E ne soffro; ancor più da quando vivo nella Capitale, che mi vide suo ospite, spero gradito, qualche anno fa.

V. è un fumettista mancato (la definizione non mancherebbe di farlo incazzare), fu così che lo conobbi; disegnava ovunque vi fosse uno spazio abbastanza liscio per il suo Uniposca Marker indelebile.

Mi folgorò disegnando un papero incazzato sullo schienale di una sedia (quella davanti a sé), durante una riunione del collettivo nel 1994, o forse era il 1993. Uno dei gesti più genuinamente politici compiuti in tutto il Movimento, da chiunque.

Da allora le nostre conversazioni, frammiste di politica, fumetti, donne, viaggi eccetera, si sono rarefatte dal vivo, scemando alla voce, alla e-mail, e poi, salvo fortuiti incontri, spegnendosi del tutto. Il perché, nessuno di noi due suppongo sarebbe in grado di precisarlo. Forse un periodo di delirio lavorativo e una e-mail rimasta in bozza fino a marcire. Forse è perché, pure con tutte le faccine e la comodità del mezzo, la posta elettronica non può surrogare a lungo il vero della carne, del sangue e delle frattaglie che si sbattono da un angolo all’altro della palla di fango per stringersi la mano, per un abbraccio, un vaffanculo, vecchio porco.

L’ultima volta che ho sentito sue nuove, da un amico comune, si era trasferito a Vienna (da Sarajevo), e una fitta di invidia mi ha lasciato un’ombra di senso di colpa, cicatrizzatasi in un amen.

Non si può davvero essere invidiosi di V.

La sua intelligenza, l’ampiezza e la precocità del suo bagaglio culturale, la generosità naturale e la spiccata propensione per l’umorismo posato, ma non gelido, ne facevano, e ne fanno, un compagno (amico, sì, per molto tempo, sì; ora… come si fa a dirlo da questa distanza?) di strada, di studio e di azione invidiabile, non invidiato.

Le ingenuità, impercettibili in qualche piccolo contrattempo quotidiano, in certi fugaci imbarazzi, lo rendono istintivamente simpatico.

Dopo Lucca Comics (progettavamo di andarci insieme), che ha riattizzato in me lo spirito fumettaro pop-midcult, e con l’isola Tiberina che fa capolino ogni giorno, non credo che durerà ancora a lungo, questa interruzione delle relazioni con il Diplomatico…

Dopotutto, la distanza tra Roma e Vienna è un click; del client di posta, o del sito lastminute.com…

Qualcosa sull'Autore

"Quello che sono è affar mio"

Commenti

5 Commenti, Invero, a “Il Diplomatico Rockerillo”

  1. HangingRock ha detto:

    e no, non si può perdere così, un amico così. riavvolgi il nastro dell’amen e premi quel click.

  2. utente anonimo ha detto:

    manda la email, e salutalo anche da parte mia. sembrerà strano ma capisco. ciao

    mamma c.

  3. utente anonimo ha detto:

    e aggiungo se passi da me possiamo andre insieme a vienna, da casa mia sono un cinque ore di macchina!! forse anche meno se non ci fermiami in qualche casetta calda ed accogliente ( calisc’a me)! ciao sempre mammac.

  4. plmplm ha detto:

    io potrei anche aggiungermi a voi ed andare a trovare la mia quasi nuova coinquilina! 🙂

  5. ppork ha detto:

    HangingRock, lo farò; se tu darai seguito a ciò che promettesti.

    tié…

    mammac., mi stupisci… ora ho un motivo in più per scrivergli 🙂

    plmplm, ma lo sa la tua coinquilina che rischi corre? che le spazzoli la cucina e anche il frigorifero…? ^____^

Commenta, Orsu