Il Conte

Vergato da addì 23 settembre 2007

C’è più vita nello sguardo di un vecchio amico, ritrovato per caso sul marciapiedi di una stazione, semisoffocato dall’emozione (e dall’ultimo boccone del panozzo preso al volo dopo una giornata senza respiro); c’è più vita lì, e nel successivo torrente di un’ora e mezza lanciato ad alta velocità sul viale dei ricordi, che in decine di serate mondine, spese tra riso transgèmito e gas di scarico della tangenziale.

Il Conte è invecchiato. Pareva immune da questo tratto caratteristico di noi plebe, ma non può essere solo un’impressione destata dal pizzetto tirato via e rimpiazzato da una barba di giornata. I peli non fanno l’uomo.

Non direi che è invecchiato molto, né male; qualche tic ne rivela l’umanità e produce la sana empatia che ti porta a sentirlo vicino, sodale.

Il Conte ha due cognomi, essennò mica sarebbe conte; due cognomi parisillabi, plurali, che assommano un ottonario perfetto e musicale, d’una bellezza remota, cristallina.

Quando ci si frequentava con assiduità, anche online, era la pietra angolare del gruppo, e sapeva esserlo senza volerlo, senza imporsi, quasi senza parlare; la sua nobiltà era tutto fuorché algida distanza, era gentilezza nel senso stilnovistico del termine. Non stupiva che fosse adorato dalle folle femminili, e senza ombra di invidia da parte dei maschietti.

Il Conte è padre, ora. Era vicenda lietamente nota, ma solo ora, vedendolo affardellato nel viso e negli occhi, me ne rendo conto appieno.

Mi torna alla mente una mia riflessione adolescenziale: che si invecchi (o maturi) non semplicemente perché gli anni passino, ma solo in quanto "diventiamo" qualcosa d’altro. E marchiamo, uno dopo l’altro, diverse pietre miliari, punti di non ritorno, colonne d’ercole. Primo grande passo, gli anni dell’istruzione: diventi studente, sempre (anche se ti chiamano scolaro, alunno, allievo). Poi il mondo del lavoro, prima consapevole cesura tra il "prima" e il "dopo". Un bel giorno ti sposi, vai a convivere, progetti un futuro. E poi, padre, magari nonno… Nel mio semplicistico modo di vedere d’allora, queste erano tappe imprescindibili, scontate, e ti spingevano verso la tomba.

Ora è diverso. Tutta la vita è un flusso, e non è detto che sia unidirezionale, prestabilito, cadenzato; indietro non si torna, è vero, ed il corpo si rifiuta di fare a 50 le cose che faceva a 20 anni… Ma, a parte che un po’ d’esercizio fisico fa miracoli , ogni "stagione", ogni "ruolo" si può vivere bene, se è accettato e vissuto serenamente.

Rivedere il Conte è stato salutare. Come un sano memento che dice: è giunto il tempo della scelta.



[parte di questo post è stato scritto sul solito moleskine, il 20 settembre sera, in improbabile equilibrio eretto dentro un treno circumvesuviano]

Qualcosa sull'Autore

"Quello che sono è affar mio"

Commenti

25 Commenti, Invero, a “Il Conte”

  1. occhi0rientali ha detto:

    Dopo averlo letto mi sento qualcosa stringere lo stomaco.

    Ppork! Questo post è bellissimo…

  2. ppork ha detto:

    @occhi0rientali

    davvero? grazie 🙂

    [anche a nome del Conte-padre]

    … ma… sei sicura che non sia l’effetto d’un panozzo tipo quello del Conte? :o)

    [mai prendersi troppo sul serio: per fortuna l’ho imparato da piccolo… con il mio cognome, era un requisito imprescindibile per la sopravvivenza alle elementari 😉 ]

  3. occhi0rientali ha detto:

    XD niente panuozzo, lo assicuro!

    E’ che, ironia a parte, il ritratto è riuscito assai bene… 😉

  4. Bukaniere ha detto:

    Ogni tanto occorre anche fare i Conti col passato 😉

    (io non riesco a vivere il presente, ignoro il mio futuro… La mia maestra non sarebbe stata proprio fiera di me!).

  5. plmplm ha detto:

    e devi vederlo col virgulto in braccio!!!! 🙂

    la Contessa era mia compagna (nonchè sodale) alle Medie, lui il Conte (ma permettimi di DISSERTIRE… i cd. “Conte” in realtà è MARCHESE, e così di firmava – con abile pseudonimo – su Murales!) fu compagno e più che sodale all’Università…

    Sodale, nonchè compagnuccio di 1001 avventure, sei pure tu o Nobile “British”…

    e quindi che dire?

    ricordo lo sfolgorio neglio occhi sia delle matricole sia delle frequentanti l’auletta ed il casotto nell’incontralo…

    sfolgorio voglioro OVVIAMENTE… che le rendeva vulnerabili… eheheheh

    e il TRITTICO (il Suino, MauMau ed io) ne approfittavamo…. per il Marchese c’era sempre un cicchetto pagato al bar! 🙂

    vabbuò… ricordi su ricordi…

    ma non son fardelli polverosi…

    e adesso anche se con borse sotto gli occhi (e non più borsoni gettati fuori dall’Aula 2 dal Prof. D’Antonio perchè ritenute borse piene d’esplosive di fantomatici terroristi… e cazz’ stavamo nel 1990!!!) lo sfavillio nei SUOI occhi riempie senza parola alcuna!

    Quando la classe NON è acqua!

    soprattutto se s’è alimentata ben bene d’alcool!

  6. ppork ha detto:

    @plmplm

    Il Conte tuo (che poi sarebbe Marchese Di Vino) non è il Conte mio, anche se sono la stessa persona.

    Il Conte, come l’ho ritratto, lo conobbi nel 2001.

    [dissertire è una crasi di dissentire e dissertare? se l’hai fatto apposta, complimenti; se non l’hai fatto apposta, passa in farmacia 😛 ]

  7. utente anonimo ha detto:

    con queste parole e questi ricordi, insieme a quelli di plmplm, hai quasi fatto commuovere un vecchio e laido porco come me!!!!!!quando rincontrerete il conte ( o marchese) salutatelo anche da parte mia!

    un saluto dal profondo nord est (più profondo non può esserci xchè finisce)

    mammacocaina

  8. ppork ha detto:

    @mammacocaina

    abbiamo fatto il commento allo stesso minuto…

    decisamente inquietante…! (°__°)

  9. utente anonimo ha detto:

    ho notato!

    ormai più niente mi inquieta tranne le ……… come piacciono a me!!!!!!

    he he he!!!!!!

    sono o non sono un vecchio porco!!!!

    ciao

    mammacocaina

  10. plmplm ha detto:

    è un presagio…

    come mammacocaina nel profondo est…

    ppork dentro al profondo GRA…

    e se nel NE c’è un Margerita che sollazza cosa ci sarà nella città eterna?

    p.s.: quella parola perchè l’avrei messa in MAIUSCOLO senno? ;-P

  11. utente anonimo ha detto:

    ho notato!

    ormai più niente mi inquieta tranne le …….. come piacciono a me!!!!!!

    sono o no un vecchio e laido porco!!!!!

    ciao

    mammacocaina

  12. plmplm ha detto:

    oddio anche io e il porco abbiamo fatto il commento INSIEMEEEEEE

    oddio adesso chi è il GRANDE VECCHIO che rotola assatatanato in chiesa preveggendo disgrazie e sciagure a causa di un LAIDO PORCO??????

  13. utente anonimo ha detto:

    holtre ad essere un vecchio e laido porco ho anche l’alzhaimer, ho scritto due volte lo stesso commento!!!!!!

    sono veramente grande!!!!!!!!!!

    e vi ricordo che al di là del profondo nord est c’è sempre una casetta calda e accogliente che vi aspetta!!!!!!!!!

    mammacocaina!

  14. plmplm ha detto:

    tutta di marzapene…

    eheheheheh

  15. utente anonimo ha detto:

    lo sapevo che come entravo nella discussione si passava dalla nostalgia dei ricordi degli anni passati insieme alla nostalgia della casetta delle fatine nel paese dei balocchi!

    ppork aspetto anche te!!!!!!!!

    mammacocaina

  16. utente anonimo ha detto:

    a parte gli scherzi rifaccio i complimenti a ppork per il post!!!! e anche a plmplm per la risposta(quella seria)!!!!

    mammacocaina

  17. utente anonimo ha detto:

    ho detto che mi ero quasi commosso? poi per fortuna il lato laido in me ha preso il sopravvento!!!!!!!!!

    mammacocaina

  18. ppork ha detto:

    @poliziapostale

    [e, per Cc, ai CC, Sismi, SIAE e pure alla Polfer, non si sa mai…]

    Tengo a precisare che il nomignolo “mammacocaina” non fa riferimento a qualsivoglia attività illegale adombrante lo spaccio di sostanze stupefacenti, bensì richiama alla memoria il ciccioso e capelluto personaggio (in originale “White Powder Ma”) de L’Anno del Dragone, film con Mickey Rourke.

    Se il nostro vecchio porco migrante fosse stato biondo, probabilmente l’avremmo soprannominato “Shirley“.

  19. plmplm ha detto:

    ed io avrei abusato di lei!

    ovviamente da 18enne!

  20. plmplm ha detto:

    …. e lei sarebbe stata consenziente!

  21. utente anonimo ha detto:

    hai ragione, meglio chiarire!

    allora dalla prossima volta mi firmo mammam.

  22. utente anonimo ha detto:

    ho sbagliato volevo dire mammac.

    secondo me, per come sto mentalmente, è meglio se da domani quando esco metto il cartellino col mio nome ed indirizzo appeso al collo!!!

    l’alzhaimer avanza!!!!!!

    mammac.

  23. utente anonimo ha detto:

    vi ricordo che poco tempo fa delle amichette simpatiche mi hanno truccato da donna e mi sono fatto chiamare natasha!!!!!!!!!

    mammac.

  24. plmplm ha detto:

    perchè non ti tatui l’indirizzo della tua “casa di riposo”??? così sanno dove portatri se ti perdi…

    eheheheheh

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