Te le voto e te le meno…

Vergato da addì 25 febbraio 2007

Dopo le consultazioni del Capo dello Stato e l’editto dodecafonico del Presidente del Consiglio, si può dire che, sui media tradizionali e su Internet, l’infortunio del 21 febbraio al Senato sia stato mediaticamente archiviato ed abbia trovato definitivamente una coppia di "sinistronzi radicali" da incolpare e mettere sulla graticola (Franco Turigliatto e Fernando Rossi, che già sembrano entrati nella storia come i Gui e Tanassi del 2000: sfigati da mandare in pasto ai lupi).

Addirittura il senatore Rossi è stato menato da un suo ex compagno di partito (PDCI).

In ossequio alla perversa legge secondo cui una menzogna ripetuta migliaia di volte diventa una verità, questa vulgata dei "due traditori della sinistra estrema" che sarebbero gli unici responsabili della crisi di governo è oramai incontestata persino dai diretti interessati.

Possibile che non vi sia nessuno che si prenda la briga di fare due conti, di spulciare i resoconti della seduta e della votazione, per verificare come esattamente stiano le cose?

Sollecitato da una frase detta a mezza bocca da Giovanni Floris in una intervista alle Invasioni Barbariche (programma di Daria Bignardi su La7), mi è saltato l’uzzolo di verificare i numeri e l’andamento della seduta. Il risultato è sorprendente: i due rei sono (quasi) del tutto "scagionati".

Tanto per cominciare, in calce al resoconto sommario della seduta si legge che F. Rossi ha dichiarato prima l’astensione, ma poi non ha partecipato al voto (pare dopo le insistenze feroci dei suoi ex compagni di partito e di coalizione – vedi resoconto stenografico della seduta).

La faccenda si fa ingarbugliata: ‘sto tizio ha votato astensione o no?
Per fare chiarezza, è quindi d’obbligo cominciare dalla fine… Ovvero dall’esito della votazione.

Nella parte degli atti dedicata alle 2 votazioni (una sulla mozione Andreotti e una sulla mozione di maggioranza, prima firmataria Finocchiaro), si legge uno specchietto simile al seguente (semplificato per ragioni di layout)

Votazioni senato 21-02-2007
N Tipo OGGETTO Pre Vot Ast Fav Cont Magg Esito
1 NOM. [mozione Andreotti] 318 317 001 315 001 159 Appr.
2 NOM. [mozione Finocchiaro] 319 318 024 158 136 160 Resp.

La mozione incriminata è la N 2. Ora, tutto sta a verificare se e come i due reprobi siano entrati  nel conteggio, e cosa sarebbe successo se avessero votato a favore.

Dall’elenco nominativo dei votanti (che non riporto, ma i cui riferimenti si trovano alla fine di questo post) si evince che:
– il Sen. Turigliatto non ha partecipato a nessuna delle due votazioni
– il Sen. F. Rossi ha votato contro alla prima e non ha partecipato al voto della seconda

Secondo il regolamento del Senato, quindi, i due NON entrano nel calcolo del quorum deliberativo, che nella seconda votazione era di 160, i votanti essendo 318; questo perché, se la mozione ottiene la parità dei voti, la proposta si intende non approvata, quindi occorre sempre la metà [arrotondata per difetto] +1 dei votanti (nel caso 318:2=159+1=160).

Nel caso in cui i due assenti avessero votato a favore della mozione, i votanti sarebbero saliti ovviamente a 320, e i favorevoli a 160. Ma il quorum sarebbe salito anch’esso, a 161 (perché 320:2=160+1=161).

La mozione sarebbe stata comunque respinta, ma la sinistra radicale ne sarebbe uscita "pulita", avendo comunque assicurato il pieno dei voti che ad essa competevano… Turigliatto e F. Rossi sono stati quindi forse fessi, ingenui, masochisti, ma non colpevoli (a meno di voler pensare che l’abbiano fatto apposta per chissà quali motivi; ma la dietrologia si può esercitare anche in altra direzione, come si vedrà oltre).

Il quadro politico, quindi, sarebbe mutato sensibilmente… Non dico che la "colpa" sarebbe stata rovesciata sul Centro, ma certo si sarebbe distribuita più equamente, e sarebbe emerso il dato politico di fondo, noto da tempo: che la maggioranza al Senato è debolissima ed è più centrista e conservatrice che alla Camera, e che finora nessuno delle componenti del CS, e nemmeno il governo, ha voluto affrontare seriamente la questione…

La controprova la possiamo ricavare facendo un paio di passi indietro…

Perché D’Alema ha fatto quella sparata (praticamente ponendo la fiducia su una mozione che lo riguardava) pochi giorni prima della votazione? Probabilmente perché era sicuro di due cose:

  1. del voto favorevole di Andreotti, che sulla politica estera dalemiana aveva sempre avuto parole zuccherine;
  2. dell’assenza di Pininfarina, altro senatore a vita, poco incline ad occuparsi delle questioni internazionali e magari più propenso a partecipare a votazioni su temi economici.

Rifacciamo i calcoli: se le cose fossero andate per il verso giusto, i votanti sarebbero calati di 1 (Pininfarina), a 317, Andreotti sarebbe passato nel novero dei voti favorevoli: totale 159.

Il quorum sarebbe stato raggiunto (infatti 317:2=158,5 arrot. a 158+1=159) anche SENZA la partecipazione al voto dei due recalcitranti "estremisti".

Ma naturalmente i conti li sanno fare anche gli altri… e visto che i due senatori a vita erano così determinanti, hanno pensato bene di lanciare un avvertimento alla maggioranza.
Andreotti per i DICO; Pininfarina per motivi meno chiari, ma forse riconducibili ai "cedimenti" del Governo su TAV, pensioni e pubblico impiego.

La combinazione fra l’uscita di D’Alema (la Farnesina la definirebbe "irrituale") e l’irriflessività dei due senatori comunisti ha messo i senatori a vita nella invidiabile posizione di mandare un chiaro messaggio al Governo ("svoltate al centro, se no qualcuno si fa male"), senza che il loro voto apparisse per questo "politicizzato", anzi senza apparire affatto, lasciando i due stolidi agnellini sacrificali al centro della scena, pronti per l’empio pasto dei mass media, sempre avidi di storie facili.

Quanto poi questo abbia fatto gioco anche al baffino, dandogli una scusa per mettere in riga gli scomodi dissenzienti alla sua sinistra, è ancora presto per dirlo.

Per ora, apparentemente, ne beneficiano Prodi e la Margherita. Ma se dovesse succedere qualcosa mercoledì prossimo durante la votazione sulla fiducia…



Fonti: repubblica.it – corriere.it – senato.it – it.wikipedia.com

Documenti

  • Resoconto Sommario, resoconto stenografico e allegati della seduta del Senato n. 112 (antimeridiana) del 21-02-2007 [XV legislatura] – PDF 840KB circa [i prospetti delle votazioni, con l’elenco nominativo dei votanti, si trovano alle pp. 102-113 del documento, corrispondenti alle pp. 123-134 del file PDF]
  • Regolamento del Senato – artt. 107-120 (e soprattutto art. 107 c.1)

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