Quell’insistente movimento…

Vergato da addì 19 agosto 2003

Di ritorno dalla spiaggia, appiedato, il sole obliquo non offensivo sulle lattee membra.
Alle strisce pedonali noto una flessuosa signorina, bionda, coda di cavallo, gonna non cortissima.
Dovrei dire: noto il suo movimento, non il suo volto, giacché la inquadro solo posteriormente… ma non lo dico, e non per denegare una predilezione per le rotondità femminee… semplicemente perché sarebbe fuorviante dirlo.


Il movimento da me notato, infatti, è tutt’altro che grazioso, rotondo e persino femmineo…


La signorina in questione (apparente età 18-20 anni, ma non riesco ad appaiarla, e a valutarne il viso per un riscontro), fa ciondolare ottusamente dalla mano destra una borsetta, tenendola per la tracolla.


Quel movimento, insistito, ripetuto, ostentato, e decisamente volgare, dapprima mi cattura, ipnotizza, attrae negativamente la mia attenzione, per poi diventare molesto, offensivo quasi repellente…


Mi trovo a riflettere, alfine, sull’innocenza della borsetta, povera anima di simil-qualcosa, esposta dalla sua crudele padrona alle intemperanze di scippatori incalliti ed esteti fannulloni…


… e, giuro senza doppi fini, giungo alla fatale conclusione che la volgarità, l’oscenità e il disagio possono scaturire certo più facilmente da un rapporto sbagliato della persona con gli incolpevoli oggetti del vivere quotidiano, piuttosto che dalla orgogliosa, puerile, in fondo tenera, ostentazione di rotondità, prominenze, declivi e nudità (alle quali, disgraziatamente, ci stiamo assuefacendo).


Se quella avventurata signorina si fosse limitata a sculettare (absit…), be’, l’evoluzione del costume non m’avrebbe indotto a pensarla come una persona “volgare”: fa parte di un gioco ormai consolidato e tutt’al più avrei potuto sorridere, pensando “deve trovarsi tremendamente a disagio su quei trampoli”, o mi sarebbe venuta in mente una scena di un film di Almodòvar…


Ma il dimenare sciattamente quell’indifeso contenitore me l’ha resa immediatamente insopportabile.
L’ampiezza inutile del gesto, nella calura estiva appena mitigata del tramonto, configurava uno scialo criminoso di energie, che gridava vendetta agli occhi del Web.


[e, grazie al casatiello, l’ha appena ottenuta]





Qualcosa sull'Autore

"Quello che sono è affar mio"

Commenti

3 Commenti, Invero, a “Quell’insistente movimento…”

  1. utente anonimo ha detto:

    Ciccio ma che kazz…pito scrivi?
    un amico

  2. ppork ha detto:

    Caro Cicciorobb, la capa va a ruota libera da un pezzo, lo sai… 😉

  3. utente anonimo ha detto:

    l’attrazione per la volgarità è inversamente proporzionale alla nostra presunta borghesità…

    tutti noi amiamo “la romana” ma forse lei non ci ama più…

Commenta, Orsu