Lavori socialmente umidi e fidanzati asciutti

Vergato da addì 24 dicembre 2004

Una interessante prospettiva terminologica sulle relazioni interpersonali all’interno dei luoghi di lavoro l’ho avuta di recente durante una conversazione piuttosto seria con il mio analista (in realtà un confessore, ma poco ortodosso… va be’, diciamo un amico).


L’idea di partenza è la ovvia constatazione che, passando la maggior parte della nostra vita vigile al lavoro (controllare per credere), andiamo in cerca, soprattutto se donne, di una rete di affetti, amicizie, complicità, fiducie che possa mimare il contesto casalingo (o in genere il nostro privato).


NOTA: per comodità espositiva mi riferirò alla metà maschile del cielo.


La novità terminologica sta nell’identificazione di quell’uomo che una donna (già impegnata affettivamente) “sceglie” come suo sostegno in ambito lavorativo, un sostegno che ricorda il proprio legame privato, ma non vi si sovrappone (semmai vi si affianca), restandogli comunque parallelo, senza per questo sfociare in una “storia”, ancorché platonica. Quest’uomo viene definito “fidanzato asciutto”, per analogia con le “balie asciutte”, ed in contrasto con l’evocato “fidanzato bagnato” (mitica figura da pornazzo, assieme alle cognate bagnate e alle liceali vogliose ), aduso a più umidi convegni con la nostra ipotetica lavoratrice.


La nitidezza della definizione, debbo dire, mi ha colpito tanto da spingermi non solo a riportarla in queste umili pagine telematiche, ma anche ad illuminare una strada tutta da percorrere, costellata di amiche a tempo determinato, ragazze co.co.co. (colleghe consapevolmente copulanti), mariti con patto di riservato dominio, amanti dimezzati e via citecchiando…


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Commenti

2 Commenti, Invero, a “Lavori socialmente umidi e fidanzati asciutti”

  1. utente anonimo ha detto:

    Chiaramente questa strada è percorribile se l’ipotetico “fidanzato asciutto” ha almeno qualcosa che sia vagamente “appetibile” per la ragazza/o.

    Altrimenti vedo più realistico il caso in cui il collega diventi esclusivamente una valvola di sfogo al quale non si presta poi tanta attenzione e soprattutto affetto.

  2. ppork ha detto:

    Concordo, caro anonimo… infatti la “percorribilità” della strada è riferita unicamente all’inaugurazione di un nuovo filone “terminologico” – di cui faccio alcuni modesti esempi alla fine del post. Non mi riferisco certo alla percorribilità della ipotetica “relazione” tra la collega e il fidanzato asciutto… 😉

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