Resurrezione (arsenico e vecchi fumetti)

Vergato da addì 8 aprile 2012

Piove. Casa materna. “Ma dove saranno finiti quei fumettazzi?” (sì, proprio quelli, no, non quegli altri, quelli lì). E vabbe’, si scava, scassettando con perizia ogni comò, per di più senza civette. Controindicazioni, il corollario di Schliemann-Metronapoli alla Legge di Murphy: quando scavi, di solito viene fuori la cosa sbagliata, al momento sbagliato, nel posto peggiore.

Così, invece dei fumettazzi, esce fuori una cartellina inserita in una busta di plastica non trasparente, assicurata da due elastici in buona salute. Sopra, un messaggio (“arsenico e vecchi merletti”) da parte di un probabile quasiventenne ancora brufoloso e munito di occhiali modello procione; un messaggio diretto al me stesso di vent’anni dopo, il cui senso è chiaro: non aprire, pirla! (vocativo sdoganato ai minimi livelli istituzionali). Ovviamente, essendo pirla, apro.

Non è una tisana d’autostima, scorrere le tue vecchie foto di classe del liceo e delle medie (quelle con la ragazzina che ti piaceva tanto, e con quell’altra che ti moriva dietro e tu non la strisciavi manco di cago).

Prossima volta, niente fumettazzi polverosi e via di bricolage (che c’è sempre tanto da fare, nella casa materna).

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"Quello che sono è affar mio"

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