le mie tasche, la mia testa…

Vergato da addì 13 febbraio 2005

Marc si mise in tasca il fornello di pipa e sotto le dita sentì il frammento di grès. Aveva il vizio di travasare da una tasca all’altra un sacco di roba inutile di cui poi non riusciva più a disfarsi. Le tasche gli giocavano lo stesso scherzo della memoria, era raro che lo lasciassero in pace.

[Fred VargasChi è morto alzi la mano, p. 208]

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"Quello che sono è affar mio"

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