Improvvisamente, l’inverno scorso

Vergato da addì 19 agosto 2012

Solo, con desiderio e e un timore tremendamente vuoti. Tutta la stanza nei miei pensieri. Nient’altro che me e quel che penso, quel che temo. Potrei pensare i più fantastici pensieri, potrei danzare, sputare, far smorfie, imprecare, gemere — nessuno lo saprebbe mai, nessuno nemmeno sentirebbe. Il pensiero di una così assoluta segretezza basta a farmi impazzire. È come una nascita netta. Ogni cosa tagliata via. Separato, nudo, solo. Benedizione e tortura insieme. Il tempo nelle tue mani. Ogni secondo ti pesa addosso come una montagna. Ci affoghi dentro. Deserti, mari, laghi, oceani. Il tempo batte come una mannaia. Nulla. Il mondo. Il me e il non-me. Umaharumuma. Ogni cosa deve avere un nome. Ogni cosa deve essere appresa, provata, sperimentata. Faites comme chez vous, chéri.

Henry Miller – Tropico del Cancro

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"Quello che sono è affar mio"

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