Elegia sopra un cellulare di compagnia

Vergato da addì 6 novembre 2005

Ieri, in un momento di distrazione, mi è sfuggito di mano il cellulare, un glorioso Nokia 6210, che tanti colpi aveva sostenuto da quando, su consiglio dello ZioMauri, l’avevo acquistato nel lontano settembre 2001.
Ma questo colpo gli è stato fatale: è morto di crepa-display, ed anche se è tuttora tenuto in vita con l’ausilio del PC, non sarà mai più brillante come un tempo…

Da tempo dava segni di stanchezza, in particolar modo da quando avevo deciso di pensionarlo, passandolo a mia madre: una vecchiaia di ozi dorati, gli si parava dinanzi, a fronte dell’intenso lavoro quotidiano cui lo sottoponevo ancora ieri l’altro… potrebbe darsi che questa prospettiva lo atterrisse a tal punto da preferirle l’oblio? Avrà forse scelto, con un ultimo salto nel buio, di uscire di scena ancora nella pienezza delle sue batterie?
Chi può dirlo… Una cosa è certa… mi mancherà, quel suo verde display…

Qualcosa sull'Autore

"Quello che sono è affar mio"

Commenti

Un Solo Commento a “Elegia sopra un cellulare di compagnia”

  1. utente anonimo ha detto:

    t ho trovato tra le richieste d’iscrizione: mo ti scrivo, po so c… tua! Benvenuto nello sgruppodispirto.

Commenta, Orsu