Deca Dance

Vergato da addì 20 luglio 2008

"Si era reso conto che più il tempo passava e più gli diventava difficile esprimersi, costruire delle frasi, metterle una dopo l’altra… Il suo vocabolario si riduceva sempre più. Gli accadeva addirittura di non arrivare alla fine di quello che stava raccontando. Cercava una parola, non la trovava, e perdeva il filo dei pensieri."

(J. C. Izzo – Il sole dei morenti, p. 158)

Qualcosa sull'Autore

"Quello che sono è affar mio"

Commenti

5 Commenti, Invero, a “Deca Dance”

  1. annallocca ha detto:

    Non più creatura di carne ma di sabbia…

  2. ilsistemauolter ha detto:

    chissà com’è e dopo quanto la coscienza si ritira con le parole.

    (con un vocabolario povero in germania faticavo ad arrivare alla quarta settimana. tanta frustrazione e qualche fraintendimento divertente. ma il tempo era dalla mia)

    ciao ppork 🙂

  3. ppork ha detto:

    sabbia mobile, anna

    ciao uolt 🙂

    si può dire che in germania eri una precaria della parola…? 😉

  4. annallocca ha detto:

    La sabbia mobile è mortale solo se ti agiti.

    Ma quest’essere non ha più forma, senso, sostanza, struttura o solidità. Solo granelli infinitesimali, a cui gli elementi danno mutevole aspetto, e insieme il nulla, in un eterno non-essere in balia degli eventi.

  5. paleomiki ha detto:

    Buon viaggio e buon cambiamento! Spero che resteremo in contatto, in ogni caso ti auguro che vada tutto come desideri!

    Con affetto

    Michela

Commenta, Orsu