Ontologia spaziale del libro

Vergato da addì 25 aprile 2008

Un libro può essere vittima di infinite categorizzazioni, etichettature, suddivisioni, catalogazioni.

Quindi, una in più, una in meno, chissenefrega.

Proporrò dunque di seguito la mia pratica ontologia spaziale del libro, invitando i lettori ad una scrittura correttiva, al fine di estenderne il campo di applicazione e raffinarne la pregnanza.

Libri da transito

Le caratteristiche del libro da transito sono: tascabilità, maneggevolezza, parcellarità e leggerezza fisica.
Non è necessario che la leggerezza sia anche estesa al contenuto; l’agevole lettura è data dalla scansione in capitoli, paragrafi, sottoparagrafi ed altre parti, in modo che sia facilitata la fruizione a pizzichi e scossoni. Ottimi i libri di poesie, anche se estranearsi dal mondo sull’8 alle 8.00 può condurre a non desiderati capolinea.

Libri da comodino

Lettura comoda, poltronesca, da riservare, oltre che agli intrasportabili, alla letteratura in lingua straniera e per ogni testo ostico che abbisogni qui è lì d’un soccorso metabiblico.

Libri da bagno

Con licenza scrivendo, fondamentale è la estrema parcellizzabilità della esperienza di lettura.
Libri di aforismi, raccolte di barzellette, sciocchezzari e stupidari, massimari van tutti bene. Ciascuno scelga secondo l’estro e il momento. Da evitare Guerra e Pace e i libri di Stephen King.

Libri da panchina

Altresì detti "da ammicco". Prevalentemente suggestivi, non nuoce una copertina accattivante, allusiva per lui, problematica per lei. Il contenuto deve essere inconsistente al massimo, l’ideale sarebbe una serie di pagine bianche. Essenzialmente poco nocivi, sono utili unicamente per osservare le candide sottane (o i villosi toraci) che incrociano il vostro radiofaro.

Libri da letto

(contributo di paleomiki)
Da non confondere con quelli da comodino!!! All’apparenza libri normali, devono avere la particolarità di farti dimenticare il resto del mondo fino a quando, arrivato all’ultima pagina, ti rendi conto che sono le sei di mattina e dopo mezz’ora ti devi alzare…

[edit: 10-05-2008 – aggiunto paragrafo "Libri da letto"]

Qualcosa sull'Autore

"Quello che sono è affar mio"

Commenti

5 Commenti, Invero, a “Ontologia spaziale del libro”

  1. paleomiki ha detto:

    propongo i libri da condividere, prevalentemente romanzi e poesia, da leggere ad alta voce inseme ad un’altra persona (magari una perona speciale?)

  2. ppork ha detto:

    l’idea è ottima, miki.

    però la classificazione deve essere riferita al luogo in cui è possibile/preferibile leggere il libro della categoria proposta, non alle persone (uno speciale), alla funzione (condividere), o alla modalità di lettura (a voce alta)

    … ma ne terremo conto per un’altra ontologia 🙂

  3. paleomiki ha detto:

    e allora mancano i libri da letto (da non confondere con quelli da comodino)!!! all’apparenza libri normali devono avere la particolarità di farti dimenticare il resto del mondo fino a quando, arrivato all’ultima pagina, ti rendi conto che sono le sei di mattina a dopo mezz’ora ti devi alzare…. che ne dici?

    Michela

  4. ppork ha detto:

    dico sì, miki 😉

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