Tributo a Fabrizio De André

Vergato da addì 11 gennaio 2009

La prima volta che ascoltai Fabrizio De André non lo riconobbi.
Ero una capra, musicalmente parlando, e lo sono rimasto. Però una voce che canta in napoletano la sapevo distinguere, sapevo dire se era un partenopeo originale, o un pallido imitatore.
Quella mattina del 1990errotti, invece, FDA mi fregò: ascoltavo la radio mentre aspettavo il treno che m’avrebbe portato a Napoli, all’università, e nel tentativo di dribblare le interferenze dell’alta tensione, beccai la canzone che poi avrei conosciuto come "Don Raffaè".
Passai il resto della giornata a tentare di scoprire chi fosse il "cantante". Non cantava in napoletano, ma aveva un accento indecifrabile. Conclusi che doveva essere un napoletano che cantava in quel particolare italiano volutamente cadenzato in modo da evocare il colore del dialetto napoletano.

Da allora ho amato molte canzoni, di De André, e non solo.
Stasera avrei voluto ascoltare, e far ascoltare a tutti, "Il pescatore".
Ma l’iniziativa lanciata da "CheTempoCheFa" – e ripresa dal "Tributo a Fabrizio De André a blog unificati" su Facebook – impone di incorporare il video youtubiano di "Amore che vieni, amore che vai". Mi piego alla volontà generale, pur se limitandomi, come da prassi casatiellista, al link.

Qualcosa sull'Autore

"Quello che sono è affar mio"

Commenti

2 Commenti, Invero, a “Tributo a Fabrizio De André”

  1. guforobot ha detto:

    Non devo per forza commentare, mi sono detto! non devo per forza fare questo o quello, non devo! Capita così che a volte inizi a sversare ettolitri di putrefatti liquami su esseri puri e casti, a inveire contro fiumi e ruscelli, papaveri e prati, aspettando un bel giorno di primavera.

    Non devo per forza dare un significato alle cose! Non devo per forza attribuire un valore a ciò che valore più non ha!

    Però…

    però…

    però…

    Dicevo tuttavia che talvolta ti manca qualcosa e quel qualcosa è spesso legat ad una necessità. E vorrei far in modo che non fosse una necessità a doverti spingere a riflettere sul percè e sul percome.

    Perciò,

    perciò,

    perciò scegli di scrivere un commento, che non è un commento, che non è nato come tale, ma che vuol essere un chiamare per nome chi può ascoltare…

    un saluto ciccio

    Passa il tempo sopra il tempo

    ma non devi aver paura,

    sembra correre come il vento

    però il tempo non ha premura.

  2. ppork ha detto:

    … siccome non è un commento… non ti rispondo con un commento 😉

    check the pvt!

Commenta, Orsu