Scrivere In Potenza

Vergato da addì 26 dicembre 2007

Nessun discorso sarà mai più potente d’un silenzio in risposta a una domanda che ci è stata rivolta.
Lo stesso vale per la scrittura. La potenza della scrittura non sta in questa o quella cosa da dire, bensì nel poco o niente da dire, in una condizione in cui si annulla il dovere di scrivere. Ogni dover scrivere e voler scrivere è la patetica vittima delle proprie aspettative. La potenza della scrittura sta nell’essere senza aspettative, nell’essere rassegnazione e rinuncia al dovere di scrivere, possibilità di rimanere sospesa soltanto come "preferenza".

(Gianni Celati – introduzione a Bartleby lo scrivano, p. xxvi – 1991 Universale Economica Feltrinelli)

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"Quello che sono è affar mio"

Commenti

4 Commenti, Invero, a “Scrivere In Potenza”

  1. guforobot ha detto:

    Nessuna relazione umana sarà mai alimentata dal silenzio. Nessun silenzio sarà mai in grado di rispondere ad una domanda, così come nessuna domanda ben posta potrà mai accettare di aver come risposta il silenzio.

    Il silenzio è realmente patetico cosi come la rassegnazione ad accettarlo.

    (Alessandro Garofalo – liberamente ispirato da un paragrafo comparso su unblog di un amico, immaginato come buona introduzione a “L’uomo e il marciapiede” – opera della stessa persona non ancora pubblicata, forse senza speranze d’esserlo)

  2. plmplm ha detto:

    il silenzio a volte è l’ultimo grido… verso chi non vuol sentire… ed ascoltare…

    il silensio a volte rimbomba fuori e dentro scandendo lettere sillabe parole frasi e pause… virgole e punti. A capo…

    il silenzio dice

    fa capire i sensi…

  3. aeriko ha detto:

    sul silenzio… un magari un salto dalle mie parti per leggersi Σώπα, μη μιλάς! ovviamente l’ho tradotta. Non è farina del mio sacco ma il silenzio è non banalmente d’oro!

  4. ppork ha detto:

    grazie a tutti voi.

    ad aeriko, per avere contribuito, inconsapevolmente, a riallinearmi con il mio presente.

    algufo, perché anche quando parte in quarta, dice il suo; sbagliando bersaglio, magari (il silenzio e la sua desiderabilità; mentre invece il perno della citazione era la potenza – o impotenza – della scrittura), e preziosamente rivelando le mie imperfezioni.

    a plmplm, che ha allargato la sua vita e tenta di farlo con gli orizzonti della mia conoscenza.

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