Il Divo

Vergato da addì 30 giugno 2008

[di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci]

Formalmente curato e magistralmente interpretato da un deformato Toni Servillo, non convince per nulla nella sua (poca) sostanza.

La tesi, tagliata con l’accetta della caricatura (che degenera a tratti in macchietta), non è nuova: Andreotti uguale Belzebù (ovvero il Grande Vecchio, il Burattinaio dietro o dentro ai passaggi più bui della notte repubblicana). Le continue emicranie a rappresentare il tarlo che gli ricorda la fine di Moro (unica malefatta di cui si penta, fra tutte quelle compiute per la ragion di stato). Il Divo Giulio è apoditticamente mostrato come depositario di mezza quintalata di segreti inconfessabili dal dopoguerra ad oggi. Peccato che il trattamento sopra le righe del personaggio e della sua storia inducano un quasi rigetto, facciano sembrare persecuzione ciò che invece sarebbe da considerare mera cronaca, ed in larga parte storia.

Voto: 5 (Servillo è sempre Servillo, anche al servizio di una macchietta che non gli si attaglia; il voto è indulgente anche per rispetto alla sua statura, sacrificata in tutti i sensi)

[visto il 15-06-2008, ore 20.00 – al cinema Roma]

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"Quello che sono è affar mio"

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