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	<title>Casatiello Sereticcio &#187; ritratti</title>
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	<description>Non si scrive perché si ha un&#039;idea; si scrive perché non si sa far altro</description>
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		<title>Il Coyote dei Balcani</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 21:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ppork</dc:creator>
				<category><![CDATA[ritratti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Il cane &#232; il miglior amico dell&#8217;uomo&#34;, dicono diversi uomini.
Non &#232; generalmente provato che il cane la pensi allo stesso modo, n&#233; che ritenga vero il viceversa.
Esempio preclaro di tale sana diffidenza nei confronti della razza fangosa &#232; *i*&#242;, detto anche &#34;Il Coyote dei Balcani&#34; (il suo vero nome &#232; stato parzialmente oscurato in ossequio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;Il cane &egrave; il miglior amico dell&#8217;uomo&quot;, dicono diversi uomini.</p>
<p>Non &egrave; generalmente provato che il cane la pensi allo stesso modo, n&eacute; che ritenga vero il viceversa.<br />
Esempio preclaro di tale sana diffidenza nei confronti della razza fangosa &egrave; <strong>*i*&ograve;</strong>, detto anche &quot;Il Coyote dei Balcani&quot; (il suo vero nome &egrave; stato parzialmente oscurato in ossequio alle leggi sulla riservatezza dei dati personali, le quali, crediatelo o meno, si estendono fino all&#8217;anagrafe canina).</p>
<p>Il CdB &egrave; probabilmente il pi&ugrave; pusillanime incrocio tra un harrier, un setter e un coyote, dai tempi di <em>Rim Bam Bin</em>, misconosciuta controfigura di <strong>Rin Tin Tin</strong> la cui carriera venne stroncata sul nascere, oltre che dalla sua scarsa rassomiglianza con la zannuta stella hollywoodiana, dal suo rifiuto di saltare da una masso alto 6 pollici.</p>
<p>La locuzione &quot;ha paura della sua ombra&quot; non rende appieno giustizia al frenetico terrore che si impadronisce della bestiola allorch&eacute; nel suo campo sensoriale entra una qualunque unit&agrave; a base carbonio (uomo, donna, bambino, <em>serial killer</em> o senatore della repubblica).</p>
<p>Tratto peculiare del quattrozampe in parola &egrave;, in tali incontri ravvicinati, la &quot;rumorosa ritirata&quot; o &quot;attacco all&#8217;incontrario&quot;: il desso alterna silenziose, tremule avanzate a repentine, magistrali esecuzioni del <em>&quot;moonwalk&quot;</em>, fuggendo dalla straniera gente con alti latrati, come se un branco di lupi gli stesse decimando il gregge.</p>
<p>In genere, tale molesta danza di riconoscimento si protrae per numerose mezz&#8217;ore (fra le sempre pi&ugrave; rassegnate proteste della padroncina), finch&eacute; il pavido emulo di <strong>Lassie</strong> non si capacita che dinanzi a s&eacute; non ha Ratko Mladic (o Franjo Tudjman) in tutta la sua sete di pulizia etnica, bens&igrave; il pacioso <strong>mammac.</strong> o l&#8217;ottenebrato <strong>plmplm</strong>, assetati s&igrave;, ma di tutt&#8217;altre specie, etnie e pulizie.</p>
<p>Quali fantasmi agitino dunque le notti (e le veglie, purtroppo) del canin meschino, a noi umani non &egrave; dato sapere: echi di guerre lontane? o vicine? i mortai loro? i mortai nostri? battute di caccia alla volpe con Tony Blair che insegue la Thatcher?</p>
<p>La cinopsicoanalisi si &egrave; arresa da tempo dinanzi al mistero.</p>
<p>Non ci resta che il Divino Otelma, oppure un sereno oblio.<br />
<font size="2"><br />
<font size="1"> [Nota della produzione: nessun animale &egrave; stato maltrattato per scrivere questo post. Non possiamo tuttavia negare che la padroncina del CdB, famigerati esponenti della Agenzia delle Dogane Italiana e un certo mellifluo gigol&ograve; appartenente alla <em>intelligh&egrave;ntsija</em> partenopea siano stati oggetto di vessatorie interviste, anche telefoniche]</font></font></p>
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		<title>Il politico alto (moralmente) e mobile</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 11:26:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[4 novembre. Nel pieno del MMT, tra un cambio di trolley e un backup degli ultimi dati prima del fatidico luned&#236;.
Scivolo frenetico tra le stanze, gli armadi, e il sottofondo televisivo.
Poi, ovattato dai doppi vetri che proteggono la casa dalle esalazioni del mondo esterno, un suono si modula e cattura la mia attenzione. La voce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>4 novembre. Nel pieno del <a href="http://casatiellosereticcio.splinder.com/tag/mmt_" title="Manically Mysteryous Tour">MMT</a>, tra un cambio di trolley e un backup degli ultimi dati prima del fatidico luned&igrave;.</p>
<p>Scivolo frenetico tra le stanze, gli armadi, e il sottofondo televisivo.</p>
<p>Poi, ovattato dai doppi vetri che proteggono la casa dalle esalazioni del mondo esterno, un suono si modula e cattura la mia attenzione. La voce ribollente e ribelle, ancora dopo tutti questi anni indomita, di M., &quot;il migliore di tutti noi&quot;.<a name='more-15141352'></a></p>
<p>Nella piazza del paese, teneva una delle sue appassionate concioni. Spoglio di retorica. Diretto, semplice, vero. Gli accenti sani e rotti dall&#8217;emozione che sa vivere chi ha passato un po&#8217; di inferni e nonostante le bruciature ha preso da ognuno la voglia di oltrepassarli, anzich&eacute; rannicchiarsi e vedersi morire in uno specchio rotto.</p>
<p>Devo dire che non ricordo bene di cosa parlasse. Avrei voluto scendere e correre sotto il palco, che immaginavo non circondato da folle oceaniche, per attendere la fine dell&#8217;intervento e abbracciarlo.</p>
<p>Non l&#8217;ho fatto perch&eacute; non sarei stato capace di trattenere qualche lacrima.</p>
<p>Destino cane e beffardo; nella sera in cui mi apprestavo a lasciare il nat&igrave;o borgo selvaggio, ecco che mi presentava la parte migliore di quella terra matrigna.</p>
<p>Strana storia, quella del sodalizio con M. <br />
Storie pi&ugrave; diverse non avrei potuto immaginare si incrociassero, almeno fin quando non ho conosciuto il vecchio pazzo <a href="http://www.splinder.com/profile/plmplm">plmplm</a> <img src='http://www.casatiellosereticcio.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Solo pochi sprazzi della storia di M. &egrave; per&ograve; concesso qui di riportare. Il resto rimarr&agrave; per sempre gelosamente chiuso in me.</p>
<p><em>&quot;Popolo &#8216;e mmerda, armatevi!&quot;.</em></p>
<p>Questa non &egrave; la prima frase che ho sentito pronunciare da M., certamente per&ograve; &egrave; la pi&ugrave; significativa, e pu&ograve; servire per dare a chi non ha la fortuna di conoscere questo eccezionale esemplare di <em>homo politicus</em>, l&#8217;idea della statura etica e rivoluzionaria, gi&agrave; a vent&#8217;anni, di uno che, pur nella melma della societ&agrave; napoletana di oggi,&nbsp;&egrave; riuscito a conservare intatta la sua rettitudine, e la purezza d&#8217;intenti.</p>
<p>M. era pura energia, ai tempi del Movimento del 1994, quando l&#8217;ho conosciuto e ho imparato ad apprezzarne la inesausta voglia di apprendere. Al di fuori degli schemi. E al di fuori dell&#8217;accademia, quando cap&igrave; di non essere abbastanza domo per sottostare alla gabbia universitaria.</p>
<p>M. &egrave;, ora come allora, un istintivo. Vive ed ha vissuto nella carne, oltre che nello spirito, le cose di cui parla. Ed &egrave; per questo che nei suoi occhi, nella sua voce roca, nei suoi gesti a volte esagerati non vedi altro, non senti altro che quella verit&agrave; che non possono esprimere i concetti e le architravi sintattiche ed istrioniche dei trombonici retori, e dei navigati attori da avanspettacolo che popolano l&#8217;agone politico odierno.</p>
<p><font size="1">[<strong>02-12-2007 20.30</strong> - Gauguin Caf&eacute; di v. del Moro, sotto l'effetto di uno Spritz - per tacer del Negroni ingollato mezz'ora prima al Friends di p.zza Trilussa - ricopiato da <em>journal de bord</em>]</font></p>
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		<title>Il Diplomatico Rockerillo</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 15:21:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#200; gi&#224; un mese, trascorso, anche pericolosamente, sul filo del bus (e del desiato tram numero 8), che ogni mattina, quando attraverso il ponte Garibaldi e getto lo sguardo all&#8217;Isola Tiberina alla mia destra, mi sovviene del breve pellegrinaggio compiuto con V. (allora fresco vincitore del concorso alla Farnesina) sui luoghi di &#34;Febbre da cavallo&#34;.

Ora, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; gi&agrave; un mese, trascorso, anche pericolosamente, sul filo del bus (e del desiato tram numero 8), che ogni mattina, quando attraverso il ponte Garibaldi e getto lo sguardo all&#8217;Isola Tiberina alla mia destra, mi sovviene del breve pellegrinaggio compiuto con V. (allora fresco vincitore del concorso alla Farnesina) sui luoghi di &quot;Febbre da cavallo&quot;.<br />
<a name='more-15049777'></a><br />
Ora, le poche notizie che ho del Diplomatico con il pizzetto alla Rockerilla, sono traverse e di seconda mano. E ne soffro; ancor pi&ugrave; da quando vivo nella Capitale, che mi vide suo ospite, spero gradito, qualche anno fa.</p>
<p>V. &egrave; un fumettista mancato (la definizione non mancherebbe di farlo incazzare), fu cos&igrave; che lo conobbi; disegnava ovunque vi fosse uno spazio abbastanza liscio per il suo Uniposca Marker indelebile.</p>
<p>Mi folgor&ograve; disegnando un papero incazzato sullo schienale di una sedia (quella davanti a s&eacute;), durante una riunione del collettivo nel 1994, o forse era il 1993. Uno dei gesti pi&ugrave; genuinamente <em>politici</em> compiuti in tutto il Movimento, da chiunque.</p>
<p>Da allora le nostre conversazioni, frammiste di politica, fumetti, donne, viaggi eccetera, si sono rarefatte dal vivo, scemando alla voce, alla e-mail, e poi, salvo fortuiti incontri, spegnendosi del tutto. Il perch&eacute;, nessuno di noi due suppongo sarebbe in grado di precisarlo. Forse un periodo di delirio lavorativo e una e-mail rimasta in bozza fino a marcire. Forse &egrave; perch&eacute;, pure con tutte le faccine e la comodit&agrave; del mezzo, la posta elettronica non pu&ograve; surrogare a lungo il vero della carne, del sangue e delle frattaglie che si sbattono da un angolo all&#8217;altro della palla di fango per stringersi la mano, per un abbraccio, un <em>vaffanculo, vecchio porco.</em></p>
<p>L&#8217;ultima volta che ho sentito sue nuove, da un amico comune, si era trasferito a Vienna (da Sarajevo), e una fitta di invidia mi ha lasciato un&#8217;ombra di senso di colpa, cicatrizzatasi in un amen.</p>
<p>Non si pu&ograve; <strong>davvero</strong> essere invidiosi di V.</p>
<p>La sua intelligenza, l&#8217;ampiezza e la precocit&agrave; del suo bagaglio culturale, la generosit&agrave; naturale e la spiccata propensione per l&#8217;umorismo posato, ma non gelido, ne facevano, e ne fanno, un compagno (amico, s&igrave;, per molto tempo, s&igrave;; ora&#8230; come si fa a dirlo da questa distanza?) di strada, di studio e di azione invidiabile, non invidiato.</p>
<p>Le ingenuit&agrave;, impercettibili in qualche piccolo contrattempo quotidiano, in certi fugaci imbarazzi, lo rendono istintivamente simpatico.</p>
<p>Dopo Lucca Comics (progettavamo di andarci insieme), che ha riattizzato in me lo spirito fumettaro pop-midcult, e con l&#8217;isola Tiberina che fa capolino ogni giorno, non credo che durer&agrave; ancora a lungo, questa interruzione delle relazioni con il Diplomatico&#8230;</p>
<p>Dopotutto, la distanza tra Roma e Vienna &egrave; un click; del <em>client</em> di posta, o del sito lastminute.com&#8230;</p>
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		<title>Il Gran Mogol Della Suprema Loggia Della Cazzimma</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 17:56:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ritratti]]></category>

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		<description><![CDATA[Parafrasando Gastone Moschin in Amici miei atto II, si potrebbe dire: &#34;e che cos&#8217;&#232; la cazzimma? &#232; spietatezza, invenzione, lampo venefico e rigorosa applicazione&#34;.
Quando le qualit&#224; di cui sopra si incarnano in una singola persona che, sine ira ac studio, prova un naturale, sottile piacere nel metodico esercizio della &#34;ignobile arte&#34;, ci troviamo dinanzi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parafrasando Gastone Moschin in <em>Amici miei atto II</em>, si potrebbe dire: &quot;e che cos&#8217;&egrave; la <em>cazzimma?</em> &egrave; spietatezza, invenzione, lampo venefico e rigorosa applicazione&quot;.</p>
<p>Quando le qualit&agrave; di cui sopra si incarnano in una singola persona che, <em>sine ira ac studio, </em>prova un naturale, sottile piacere nel metodico esercizio della &quot;ignobile arte&quot;, ci troviamo dinanzi al <strong>Cazzimmo Supremo</strong>.</p>
<p>Caratteristica precipua di tale illuminata creatura &egrave; la cazzimma disinteressata, il valore assoluto che ella d&agrave; al <em>mauvais geste</em> fine a s&eacute; stesso, intoccato nella sua purezza, scevro da qualsivoglia tornaconto personale. Prescinde, il <acronym title="Gran Mogol Della Suprema Loggia Della Cazzimma">GMDSLDC</acronym>, sia dall&#8217;oggetto della sua applicazione, verso il quale non nutre alcun sentimento di inimicizia, sia dalla rilevanza della cazzimmata stessa per le sorti del mondo (o del condominio); anzi, non ha alcuna importanza che l&#8217;agire cazzimmoso abbia un qualche effetto nella sfera d&#8217;azione&#8230; ci&ograve; che conta &egrave; il valore-cazzimma in s&eacute;, la cazzimma per la cazzimma.</p>
<p>Inutile dunque fare appello al suo buon cuore: il suo agire &egrave; retto, ed egli dorme sempre il placido sonno del giusto.</p>
<p>Osservatorio privilegiato per gustare la sublime arte della cazzimma mentre si dispiega in tutta la sua seducente maleficenza &egrave; il gioco di carte. In particolare, <em>&quot;dernier&quot;</em> (noto alle giovani generazioni come &quot;uno&quot;, &quot;solo&quot;, etc. e da esse giocato con mazzi di carte appositamente prodotti da case editrici avide e senza scrupoli).</p>
<p>In questo il <acronym title="Gran Mogol Della Suprema Loggia Della Cazzimma">GMDSLDC</acronym> esplica poderosamente tutte le sue notevoli potenzialit&agrave;, sentendosi sciolto da freni inibitori, culturali e sociali.</p>
<p>Similmente ai soldati romani, che par&agrave;vansi alla pugna allenandosi con armi, scudi e corazze pi&ugrave; pesanti di quelle da combattimento, cos&igrave; il nostro mette nel gioco molta pi&ugrave; cazzimma di quanto, nelle relazioni sociali quotidiane, sia utilitaristicamente raccomandabile.</p>
<p>E chi lo ha visto all&#8217;opera, di sicuro non pu&ograve; dimenticarlo&#8230;</p>
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		<title>I gesti bianchi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 20:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ppork</dc:creator>
				<category><![CDATA[ritratti]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho mai visto un torsolo sbocconcellato con tanta grazia.
Seduta compuntamente sui malfermi sediolini della Circumvesuviana, doveva aver pronta quella mela da un po&#8217;, giacch&#233;, nel volgere dei pochi attimi tra l&#8217;entrata nella carrozza e il momento in cui ne avevo recuperata la visione, ella ne aveva gi&#224; consumato la gran parte, pur senza far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai visto un torsolo sbocconcellato con tanta grazia.</p>
<p>Seduta compuntamente sui malfermi sediolini della Circumvesuviana, doveva aver pronta quella mela da un po&#8217;, giacch&eacute;, nel volgere dei pochi attimi tra l&#8217;entrata nella carrozza e il momento in cui ne avevo recuperata la visione, ella ne aveva gi&agrave; consumato la gran parte, pur senza far mostra d&#8217;avidit&agrave;.</p>
<p>Potevo forse mancare di restare ipnotizzato dal sapiente <em>manducamento</em> di quella donzella?</p>
<p>Nel carro merci-uomo traboccante di atti prevedibili, chiacchiericcio insulso e tedio esistenziale, quei gesti primigeni eppure sofisticati, comunissimi e inusitati, esigevano tutta la mia attenzione, per altro gi&agrave; destata, in attesa sul marciapiedi, dalla composta di riccioli bruni sul viso grazioso, guarnita dallo sguardo sereno d&#8217;una bellezza tranquilla, ed al contempo esaltata dall&#8217;inatteso apparire di un paio d&#8217;orecchini (giusto un palmo al di qua della civetteria).</p>
<p><span style="font-size:x-small;">[ricopiato dal solito moleskine&reg; - l'<acronym title="Unità Carbonio Femmina">UCF</acronym> fu avvistata intorno alle 20.00 del giorno 9 ottobre 2007]</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Conte</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 10:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ppork</dc:creator>
				<category><![CDATA[ritratti]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;&#232; pi&#249; vita nello sguardo di un vecchio amico, ritrovato per caso sul marciapiedi di una stazione, semisoffocato dall&#8217;emozione (e dall&#8217;ultimo boccone del panozzo preso al volo dopo una giornata senza respiro); c&#8217;&#232; pi&#249; vita l&#236;, e nel successivo torrente di un&#8217;ora e mezza lanciato ad alta velocit&#224; sul viale dei ricordi, che in decine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&egrave; pi&ugrave; vita nello sguardo di un vecchio amico, ritrovato per caso sul marciapiedi di una stazione, semisoffocato dall&#8217;emozione (e dall&#8217;ultimo boccone del panozzo preso al volo dopo una giornata senza respiro); c&#8217;&egrave; pi&ugrave; vita l&igrave;, e nel successivo torrente di un&#8217;ora e mezza lanciato ad alta velocit&agrave; sul viale dei ricordi, che in decine di serate mondine, spese tra riso transg&egrave;mito e gas di scarico della tangenziale.</p>
<p>Il Conte &egrave; invecchiato. Pareva immune da questo tratto caratteristico di noi plebe, ma non pu&ograve; essere solo un&#8217;impressione destata dal pizzetto tirato via e rimpiazzato da una barba di giornata. I peli non fanno l&#8217;uomo.<br />
<a name='more-13959129'></a><br />
Non direi che &egrave; invecchiato molto, n&eacute; male; qualche tic ne rivela l&#8217;umanit&agrave; e produce la sana empatia che ti porta a sentirlo vicino, sodale.</p>
<p>Il Conte ha due cognomi, essenn&ograve; mica sarebbe conte; due cognomi parisillabi, plurali, che assommano un ottonario perfetto e musicale, d&#8217;una bellezza remota, cristallina.</p>
<p>Quando ci si frequentava con assiduit&agrave;, anche online, era la pietra angolare del gruppo, e sapeva esserlo senza volerlo, senza imporsi, quasi senza parlare; la sua nobilt&agrave; era tutto fuorch&eacute; algida distanza, era <em>gentilezza</em> nel senso stilnovistico del termine. Non stupiva che fosse adorato dalle folle femminili, e senza ombra di invidia da parte dei maschietti.</p>
<p>Il Conte &egrave; padre, ora. Era vicenda lietamente nota, ma solo ora, vedendolo affardellato nel viso e negli occhi, me ne rendo conto appieno.</p>
<p>Mi torna alla mente una mia riflessione adolescenziale: che si invecchi (o maturi) non semplicemente perch&eacute; gli anni passino, ma solo in quanto &quot;diventiamo&quot; qualcosa d&#8217;altro. E marchiamo, uno dopo l&#8217;altro, diverse pietre miliari, punti di non ritorno, colonne d&#8217;ercole. Primo grande passo, gli anni dell&#8217;istruzione: diventi studente, sempre (anche se ti chiamano scolaro, alunno, allievo). Poi il mondo del lavoro, prima consapevole cesura tra il &quot;prima&quot; e il &quot;dopo&quot;. Un bel giorno ti sposi, vai a convivere, progetti un futuro. E poi, padre, magari nonno&#8230; Nel mio semplicistico modo di vedere d&#8217;allora, queste erano tappe imprescindibili, scontate, e ti spingevano verso la tomba.</p>
<p>Ora &egrave; diverso. Tutta la vita &egrave; un flusso, e non &egrave; detto che sia unidirezionale, prestabilito, cadenzato; indietro non si torna, &egrave; vero, ed il corpo si rifiuta di fare a 50 le cose che faceva a 20 anni&#8230; Ma, a parte che un po&#8217; d&#8217;esercizio fisico fa miracoli <img alt="" src="/editor/fck/editor/images/smiley/rhymbox-1.0/wink.gif" />, ogni &quot;stagione&quot;, ogni &quot;ruolo&quot; si pu&ograve; vivere bene, se &egrave; accettato e vissuto serenamente.</p>
<p>Rivedere il Conte &egrave; stato salutare. Come un sano memento che dice: &egrave; giunto il tempo della scelta.</p>
<hr width="100%" size="2" />
<br />
<span style="font-size:x-small">[parte di questo post &egrave; stato scritto sul solito moleskine, il 20 settembre sera, in improbabile equilibrio eretto dentro un treno circumvesuviano]</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Alì Barbà</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 20:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ppork</dc:creator>
				<category><![CDATA[minima internalia]]></category>
		<category><![CDATA[ritratti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#34;barba&#34; lo sa.
&#200; invecchiato, forse addolcito nel carattere, di sicuro non affievolito nei sensi. E nel senso degli affari.
Sa che sono tornato. Per un po&#8217;, almeno. Probabilmente non ha idea che treno io prenda; i suoi occhi ancora acuti controllano ogni centimetro cubo della edicola e di chi entra nel suo spazio commerciale, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &quot;barba&quot; lo sa.</p>
<p>&Egrave; invecchiato, forse addolcito nel carattere, di sicuro non affievolito nei sensi. E nel senso degli affari.</p>
<p>Sa che sono tornato. Per un po&#8217;, almeno. Probabilmente non ha idea che treno io prenda; i suoi occhi ancora acuti controllano ogni centimetro cubo della edicola e di chi entra nel suo spazio commerciale, ma non si spingono oltre.</p>
<p>Uscito dalla visuale, esaurito l&#8217;acquisto, il tuo corpo si perde nella massa di pendolari, e l&#8217;attenzione si sposta di nuovo sulla &quot;zona calda&quot;, a individuare il prossimo cliente, abituale o nuovo, storico o acquisito. Per carpirne i voleri o per richiamarne alla efficiente memoria le preferenze, offrendogli con fare spiccio e cordiale quanto richiesto, prima che lo chieda. L&#8217;economia gira con il &quot;barba&quot;. <a name='more-13921207'></a></p>
<p>Credo se ne sia ricordato gi&agrave; il primo giorno; alla fine non sono cambiato molto, in vent&#8217;anni, e nemmeno lui: noto giusto la spruzzata di sale a completare il nero sul mento e poco altro (ma non ho i suoi strumenti cognitivi). Il liceale brufoloso e fanaluto che comprava -oltre a diversi fumetti- Corriere (dello Sport) e Gazzetta, e Tuttosport dopo le coppe andate bene, si era evoluto (?) nell&#8217;universitario impegnato che fagocitava -oltre a chilate di fumetti- manifesto, Unit&agrave; e Repubblica (tanto per sapere come la pensavano &quot;a destra&quot;), per poi, diradate le frequenze e gli acquisti, confondersi nella moltitudine dei viaggiatori occasionali, essendosi spogliato del titolo pendolare.</p>
<p>Ora che l&#8217;ho riacquistato, con una o due palle di nobilt&agrave; in pi&ugrave;, derivanti dall&#8217;anzianit&agrave; e dall&#8217;appartenere alla ristretta &eacute;lite dei &quot;pendolari del pendolino&quot; (altrimenti noti come &quot;pendolarini&quot;), ora il &quot;barba&quot; mi ha riaccolto fra gli &quot;abituali&quot;; non ci vuole molto per memorizzare le mie preferenze, ora. Fumetti ne acquisto pochi, e ho una famiglia da mantenere, quella del giornalaio del mio quasi-ex-paese, quindi continuo a comprare da lui, nel fine settimana.</p>
<p>Ma il quotidiano, finch&eacute; non ne rimarr&ograve; disgustato, devo infilarlo nello &quot;slot&quot; di trasferimento dal treno regionale al marciapiedi del TAV, per ottimizzare i tempi. Sono certo che il &quot;barba&quot; approverebbe. Annuirebbe con un guizzo oftalmico e uno scatto della testa, una piega accennata appena nel cespuglio sale&amp;pepe. E avanti il prossimo.</p>
<p><span style="font-size: x-small;"></span><br />
<hr width="100%" size="2" />
<span style="font-size: x-small;"><br />
[il post - con pochissime variazioni - &egrave; stato scritto il 18 settembre 2007 in un &quot;moleskine&quot; sul TAV 9602 Napoli-Roma delle 7.10 - oggi il &quot;barba&quot; festeggia l'onomastico; grazie ad una provvidenziale cliente, ho potuto persino fargli gli auguri, prima di abbrancare la mia copia e fuggire verso la micidiale aria condizionata dell'ETR]</span></p>
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